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Fucili di Precisione:

Un fucile di precisione è un fucile solitamente a colpo singolo, cioè semiautomatico o bolt-action, utilizzato per colpire obiettivi a grande distanza infliggendo il maggior danno con il minimo numero di colpi. Questo significa spesso uccidere il bersaglio con un colpo unico. I fucili anti-materiali di ultima generazione, però, sono anche usati per rendere inutilizzabili apparecchiature nemiche come sistemi radar, veicoli e velivoli (a terra). Mentre fucili di precisione come l'M200 CheyTac sono specificatamente progettati per colpire bersagli umani, armi come il Barrett M95 cal. 50 (12.7 mm) possono forare un blocco di cemento armato spesso 200mm, son per questo definiti "anti-materiale".Un fucile di questo tipo è solitamente costituito da:

Una canna molto lunga rigata per evitare la perdita di accuratezza sulle lunghe distanze;

Un mirino ottico telescopico ad elevato ingrandimento;

Cartucce di grandi dimensioni come le 7,62 × 51 mm NATO o le .50 BMG per evitare perdita di potenziale d'arresto sulle lunghe distanze;

Una base d'appoggio come un treppiedi o un bipode per avere maggiore stabilità.

Il soldato che utilizza un fucile di precisione è detto marksman o tiratore scelto.
A causa della cadenza di fuoco ridotto, della poca maneggevolezza dell'arma e del forte rinculo se non vengono usati da posizioni stabili, i fucili di precisione sono poco adatti agli scontri a fuoco su brevi distanze mentre chiaramente eccellono sulla media-lunga distanza.
Per la possibilità di colpire con precisione a distanza di sicurezza e anche attraverso vetri o altri materiali, il fucile di precisione è molto usato dalle squadre scelte della polizia (come la SWAT) o dalle squadre antiterrorismo (ad esempio i SAS) oltre che dagli eserciti.

In base al loro utilizzo i fucili di precisione possono essere suddivisi in tre classi:

Fucili di precisione militari:

Sono usati da unità dell'esercito. Devono essere leggeri, affidabili in qualsiasi condizione climatica e devono sopportare molti colpi senza pulizia e senza perdita di accuratezza. Inoltre, devono essere facili da riparare sul campo di battaglia e devono avere sistemi di mira metallici (ottiche di backup) nel caso in cui l'ottica si rompa. Devono inoltre sparare cartucce militari standard come le 7.62 mm NATO. Per i calibri standard è garantito un raggio di 700-800 metri che aumenta con l'utilizzo di dimensioni maggiori.
All'interno di questa classe di fucili è possibile distinguere fra fucili di precisione veri e propri e fucili per supporto alle truppe in prima linea. Per i primi si predilige la precisione a scapito della cadenza di fuoco, la maggior parte sono quindi bolt-action, per i secondi, invece, è più importante la velocità di fuoco e sono quindi semiautomatici, spesso derivati direttamente dai fucili d'assalto utilizzati dalle truppe, come nel caso dell'FN SCAR o del TAR-21.

Fucili di precisione per forze di polizia:

In guerra, un nemico ferito equivale ad un nemico ucciso o è anche preferibile. Infatti, un nemico ferito necessita di almeno due uomini che lo trasportino fuori dal campo di battaglia, diminuendo quindi le truppe effettivamente in grado di combattere. Quando l'obiettivo è un terrorista, invece, è opportuno ucciderlo o, comunque, metterlo in condizione di non poter nuocere ai civili. Infatti, anche con un colpo al cuore, il cervello può inviare lo stimolo al dito sul grilletto per almeno 15 secondi. Per questo i fucili di questo tipo richiedono una maggior precisione non solo per avere garanzie di uccidere l'obiettivo, ma anche per colpire particolari parti del corpo, come la mano che impugna l'arma. Al contrario dei fucili militari, però, la distanza di utilizzo è minore. La maggior parte degli scenari con ostaggi e terroristi, infatti, richiede colpi ad una distanza compresa fra 300 e 100 metri, e quindi spesso le squadre SWAT usano anche semplici fucili da assalto dotati di ottica di precisione e di fuoco semiautomatico. Ma poiché uno sparo potrebbe allertare il bersaglio o fargli compiere gesti sconsiderati, sono necessari colpi più precisi possibili, e quindi un fucile di precisione appositamente creato resta la scelta migliore. Questo tipo di utilizzo non richiede calibri specifici.

Fucili di precisione per usi particolari:

Sono i fucili anti-materiali a lunga distanza e quelli silenziati. I primi utilizzano calibri molto grandi come il .50BMG (Barrett M99 M95 M82) che garantisce elevata precisione fino a 1500 metri e oltre. I fucili silenziati utilizzano soppressori sonori integrati o rimovibili e munizioni subsoniche che riducono il raggio d'azione a 300-400 metri. Ma questo non è un problema perché il suono dello sparo non può essere udito oltre i 100-200 metri che scendono a 30-50 in zone molto rumorose come le città.: l'operatore può quindi sparare senza essere individuato dal rumore dello scoppio.

Tiratore Scelto (Sniper/Cecchino)

Un tiratore scelto, o cecchino, è un soldato addestrato ed equipaggiato per colpire con precisione bersagli molto distanti. In ambito militare un tiratore scelto è fornito di un fucile ad alto potenziale con un mirino telescopico (fucile di precisione), che gli permette di identificare bersagli a distanze dell'ordine di svariate centinaia, se non migliaia di metri, la dotazione prevede spesso anche pistola, pugnale, ed altre armi di supporto quali C4 o puntatori per coordinamento attacchi guidati. I cecchini vengono addestrati in arti militari come il camuffamento, la ricognizione, l'infiltraggio e l'osservazione. I tiratori scelti diventano molto efficaci nelle guerre urbane e nelle giungle.Durante il primo conflitto mondiale, nella lingua italiana si diffuse l'uso del termine "cecchino", nato come termine per indicare i tiratori scelti austro-ungarici. Il termine "cecchino" deriva con tutta probabilità da Cecco Beppe, soprannome con cui era noto, fin dal periodo del Regno Lombardo-Veneto, l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Asburgo. Il termine si diffuse per indicare i tiratori scelti appostati con evidente intento dispregiativo; la connotazione dispregiativa è poi andata persa con il tempo.Parte principale dell'addestramento di un tiratore è il perfetto uso del fucile di precisione, che è uno strumento di non facile uso e manutenzione - soprattutto a causa del peso - e le tecniche necessarie all'affinamento delle capacità di mira: quando possibile, il tiratore spara in posizione prona, sia per aumentare la stabilità del fucile, sia per diminuire la possibilità di farsi vedere dal nemico.

Altro sostanziale fattore nell'addestramento sono le tecniche di camuffamento: ad esempio, oggi i tiratori scelti usano per il combattimento nella vegetazione una particolare tuta, detta ghillie suit, composta da una serie di strisce di stoffa grigie, verdi e marroni, e il cui scopo è rappresentare un insieme di rami e foglie. L'utilizzo di questa tecnica risale alle guerre tra il governo inglese e i ribelli scozzesi del XVI secolo quando gli scozzesi la utilizzarono per agguati e attacchi di guerriglia ai danni delle Giubbe rosse, sfruttando la conformazione del terreno circostante. Tuttavia la ghille suite da sola non è sufficiente, per cui i tiratori scelti si addestrano a utilizzare fasci di erba e fogliame (legati attorno alla canna del fucile, sul cappello e sulla schiena) per confondersi e diventano esperti in particolari tecniche di movimento in posizione prona.
L'uso esteso dei tiratori scelti data dal primo conflitto mondiale, in cui soldati ben addestrati e dotati di particolari fucili modificati si appostavano nei pressi di passaggi obbligati, rendendo sanguinoso l'avanzamento di truppe nemiche. I cecchini erano particolarmente odiati dai soldati semplici: venivano infatti impiegati anche come arma psicologica, avendo anche la funzione di creare tensione e paura nelle file nemiche, come testimoniato da Emilio Lussu nella sua opera Un anno sull'Altipiano: «...Dovevamo essere prudenti ad ogni istante. Avevamo, di fronte, reparti di tiratori scelti che non sbagliavano un colpo. Tiravano raramente, ma sempre alla testa, con pallottole esplosive...».Diverse nazioni hanno differenti dottrine militari riguardo ai cecchini nelle unità militari, attrezzature e tattiche. Generalmente, in guerra lo scopo del cecchino è ridurre la capacità al combattimento del nemico, colpendo un piccolo numero di bersagli di grande importanza come gli ufficiali (per tagliare la catena di comando), gli addetti alla radio (per isolare l'unità nemica), i serventi delle mitragliatrici (per ridurre la capacità di fuoco).

Le dottrine della Russia Sovietica includevano squadre di cecchini che possono essere chiamate sharp shooters (tiratori precisi) o designated riflemen (tiratori scelti) in altre dottrine. I cecchini militari delle forze armate statunitensi e britanniche, e altre nazioni che adottano le loro dottrine, sono schierati in una squadra di due uomini, un cecchino e un osservatore, detta sniper team. Il primo uomo è il tiratore (sniper), che ha il compito di sparare con il fucile di precisione; mentre il secondo uomo è l'osservatore (spotter) che utilizza un binocolo per osservare l'effetto del tiro e dare eventuali correzioni sulla traiettoria, oltre a fornire informazioni tattiche come la distanza dal bersaglio e a tenere le comunicazioni radio. Spesso è comune tra il cecchino e l'osservatore tenere a turno il fucile per ridurre la fatica.
Le tipiche missioni di un cecchino includono: ricognizione e sorveglianza, anti-cecchino, uccisione di comandanti nemici, selezione obiettivi di opportunità e anche missioni contro materiali (distruzione di equipaggiamenti militari). Recentemente i cecchini hanno dimostrato in modo crescente di essere utili alle forze statunitensi e britanniche durante le guerre in Iraq e Afghanistan nel ruolo di fuoco d'appoggio per coprire i movimenti della fanteria, specialmente in aree urbane.